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A chi, per chi?

A chi è destinato " Postounico "?

A un'elite o a grandi masse,
ai giovani, ai meno giovani,
alle comitive, alle persone sole.
Teatro, cinema, videopub, ristoranti, birrerie. discoteche, piano bar, week end... una macchina centrifuga culturalistica, divertevole. Il vortice è veloce, velocissimo, a voi l'arte di acchiappare al volo, tra le proposte che vi faremo, di settimana in settimana, l'inconsueto. o il piacere dell'imprevisto.
Non è una guida turistica, e, meno che mai, è un riassunto.
E' la bussola per ben navigare,
da un ristorante ad una discoteca, da un teatro ad un piano bar,
da un buon film ad una birreria.
Un duplice interesse iniziale, alimentato da un duplice ordine
di ragioni, ha dato vita a " POSTO UN!CO ".
Il desiderio di portare a Napoli un servizio ché non c'era, e, soprattutto la voglia un po' smaniosa, mossa da entusiasmi, dì consigliare, suggerire, segnalare.
Secondo un vecchio detto cinese, che si ergea contraddire tutta una tradizione cartesiana.

" La verità deve dirsi nell'ambiguità ". e l'ambiguità nascerà nel trovarsi insieme d'accordo ed in disaccordo con la proposta.

Luigia Giuliarini Klain




LOCANDINA







<<Una coppia – non risulta che fossero ufficialmente fidanzati – si trovava all’interno del cinema e si deliziava alla contemplazione di un film musicale. La musica – racconta Canales - e le immagini dovevano essere un tantino eccittanti, perché alla donna venne l’impulso di afferrare la parte più sensibile del corpo di lui.
A quanto pare il palpeggiato uomo robusto… era da moltissimo tempo che soffocava i suoi istinti. Il fatto è che giunti al momento cruciale di quei rimestamenti, sparò da quel turbo una quantità tale della sua virilità e con una forza tale da farla somigliare più che ad una bottiglia di champagne, ad un geiser d’Islanda.
Gli spettatori della fila posteriore e di quelli ancora più indietro furono presi alla sprovvista da quella pioggia non esattamente d’oro.
Si accese la luce. Il fusto desiderando di essere inghiottito dalle viscere della terra, cercava invano di rimettere a posto il suo implacabile innaffiatoio, la sua collaboratrice aveva assunto un’aria da Santa Teresita di Lisieux, per quanto, con le guance più imporporate. Entrambi furono arrestati e tradotti alla presenza dell’autorità giudiziaria>>.
<<Caro Alfonso – riponde Cela all’amico – benedetto sia Dio onnipotente, che ci consente di essere contemporanei di queste verghe preconciliari, delle loro fiumane, delle loro cateratte fluenti. Amen! Viva la Spagna! Ti prego di trasmettere all’eccellentissima Amministrazione Provinciale di Malaga la mia proposta di rendere un omaggio nazionale al proprietario dello strumento, vanto della patria e specchio dei patrioti>>.
Ho scritto e riscritto, almeno cento volte, l’editoriale inaugurativo di questo rinato settimanale (perché “Postounico”, il primo vero murales della Campania, ha una storia ventennale).
Ho piazzato proteste cittadine, cinematografiche, “spettacolari” sotto i tasti. Il risultato, putroppo, è stato soltanto un’inutile lista di zolfe già sentite, masticate e digerite.
Stanche considerazioni burocratiche, che non portano, non porteranno, mai, da nessuna parte. Così, leggendomi come l’ennesima impenitente radical-chic, che alza una battaglia egocentrica contro i mulini al vento, ho rimesso a fuoco il fondamentale punto di vista: l’Arte, dalla prima, alla settima, fino all’ottava, sarà sempre un piacere doloroso. L’unica scappatoia è, quindi, rivolgersi alle immagini, navigando fin dentro al buco delle sensazioni. Le conclusioni? Considerate questa rivista come una sfogliatella, da gustare in un caldo, fragrante labirinto di passioni. Ed, immedesimandovi nella signorina spagnola - descritta, così accuratamente, attraverso le missive tra Antonio Canales e Camilo José Cela - afferrate, pure, il vostro piacere.
Se il cinema non è un’esplosione di godimento, allora non vale la pena, infilarsi in sale buie, piene d’olio di pop-corn, del caos del traffico, dello sgranocchiare ritmato, della cattiva gestione del proiezionista, delle file selvagge, delle multisale, formato stanza da bagno (con “ben” 25 posti!) etc. etc.
E poco importa se sono sparite le lucciole, poco importa se un uomo anziano, che abbia un tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani, se stesso giovane.
Non stiamo qui per fare i nostalgici del passato, ma per aiutarvi a scegliere, valutare, ponderare. In un percorso informativo, dove ogni lettore potrà dire la sua, attraverso il nostro “Forum”.
Il resto è una strada di luci ad intermittenza regolare (tra cinema, teatri, concerti, eventi, rubriche, informazioni, ristoranti, night, pianobar, discoteche, mostre, fiere, giochi, e-mail).
A voi il gusto della scelta, a noi la perversa perversione: “scartare” qualche evento, personaggino, pellicola, a ttore, regista, saltimbanco, dalla lista. O. Peggio. Farlo rimanere. Comunque. Bruciandolo nel “Falò delle vanità”!

Rosaria Dèsirèe Klain