Museo Civico Castel Nuovo


Nel 1279 Carlo I d’Angiò incaricò la costruzione di un nuovo castello agli architetti Pierre d’Angicourt e Pierre de Chaule, iniziata nel 1279 e finita nel 1282.

Castel Nuovo divenne centro di cultura della città e del regno meridionale. Fra le mure del castello, trascorsero dei lunghi periodi sia Francesco Petrarca che Giovanni Boccaccio, mentre diversi pittori, come Pietro Cavallini o Montano d’Arezzo, provvidero ad ornarne le lussuose architetture,.ma non mancò nemmeno l’apporto di Giotto, che nel 1332 venne chiamato da Roberto d’Angiò ad affrescare la Cappella Palatina.

Dopo Alfonso d'Aragona ordinò una radicale ristrutturazione della sua residenza all'architetto aragonese Guglielmo Sagrera  che diede alla costruzione l'aspetto che oggi si può ammirare.

Il Castello presenta una pianta trapezoidale formata da una cortina di tufo in cui si inseriscono cinque torri cilindriche di piperno ed una di tufo, poggianti su un basamento in cui si aprono dei cammini di ronda. L'area del cortile, che ricalca quella angioina, è formata da elementi catalani come il porticato ad arcate ribassate e la scala esterna in piperno.

Ulteriormente rinforzato da un altro circuito di difesa chiamato “la Cittadella”, consistente in un recinto trapezoidale con gli angoli rinforzati da bassi torrioni, e più moderni bastioni.

Durante i rivolgimenti della Repubblica del 1799, andò incontro a un accurato restauro, commissionato da Ferdinando IV ed eseguito da Luigi Bardet di Villanova. Con l’Unità d’Italia, infine, la cinta bastionata esterna fu abbattuta. Castel Nuovo si presenta adesso in una compatta mole trapezoidale, caratterizzata agli angoli da poderose torri cilindriche merlate e rafforzate alla base da falsebraghe. La facciata principale è ubicata sul versante occidentale, e comprende tre torrioni: a sinistra la “Torre della Guardia”, al centro la “Torre di Mezzo” e a destra la “Torre di San Giorgio”.

Fra le prime due si innesta un grandioso arco di trionfo marmoreo: si tratta dell’esuberante ingresso realizzato intorno al 1452, del trionfo di Alfonso di Aragona;  disegno di Francesco e di diversi altri artisti. L’immensa e scenografica apertura costituisce certamente una delle più rigogliose espressioni artistiche del Rinascimento partenopeo; consta di due arcate sovrapposte, inquadrate da colonne binate e sormontate da attici che straripano di statue e rilievi, culminando nella preziosa lunetta di coronamento.

Sotto l’arco inferiore si trova il portale che, sovrastato da un bassorilievo con l’incoronazione di Alfonso I, immette in un vestibolo dalla volta stellare, da cui si accede al cortile quadrilatero. Di fronte all’entrata è posta la chiesa di Santa Barbara, con un portale rinascimentale ornato da una Madonna di Francesco Laurana del 1471, e da un rosone traforato. Una scala esterna conduce poi all’impressionante sala dei Baroni, coperta da una bellissima volta stellata a costoloni, e dotata di un magnifico camino.

Sul lato-mare, il castello è caratterizzato dalla grande “Torre del Beverello”, oltreché dalla parete esterna della sala dei Baroni, con due finestroni a croce guelfa, dall’alta abside della cappella palaziale, inserita fra due torrette, da un paio di logge ricavate fra il Quattro e il Cinquecento, e dalla “Torre dell’Ovo”

Tel. 081-7952003
Piazza Municipio
Tutti i giorni ore
9.00-19.00 da lunedì a sabato
La domenica aperto per dicembre ed in occasione della manifestazione "Maggio dei Monumenti"

Biglietti

intero - euro
5.16 dai 12 ai 65 anni
ridotto - euro
4.16