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![]() A chi, per chi? A chi è destinato " Postounico "? A un'elite o a grandi masse, ai giovani, ai merlo giovani, alle comitive, alle persone sole. Teatro, cinema, videopub, ristoranti, birrerie. discoteche, piano bar, week end... una macchina centrifuga culturalistica, divertevole. Il vortice è veloce, velocissimo, a voi l'arte di acchiappare al volo, tra le proposte che vi faremo, di settimana in settimana, l'inconsueto. o il piacere dell'imprevisto. Non è una guida turistica, e, meno che mai, è un riassunto. E' la bussola per ben navigare, da un ristorante ad una discoteca, da un teatro ad un piano bar, da un buon film ad una birreria. Un duplice interesse iniziale, alimentato da un duplice ordine di ragioni, ha dato vita a " POSTO UN!CO ". Il desiderio di portare a Napoli un servizio ché non c'era, e, soprattutto la voglia un po' smaniosa, mossa da entusiasmi, dì consigliare, suggerire, segnalare. Secondo un vecchio detto cinese, che si ergea contraddire tutta una tradizione cartesiana. " La verità deve dirsi nell'ambiguità ". e l'ambiguità nascerà nel trovarsi insieme d'accordo ed in disaccordo con la proposta. Luigia Giuliarini Klain |
![]() FUORI CAMPO Appunti di lavoro di Enrico Martinelli non è stato possibile entrare nel teatro San Ferdinando e mantenere quel distacco che il rigore del ruolo tecnico richiede, accedendo alla platea con il pensiero e gli occhi impegnati nella prima indagine che, di norma, si appresta a fare chi deve intervenire sullimmobile che sta visitando. Uno sguardo accarezzato, di tanto in tanto, da immagini abbandonate. La sala era scarsamente illuminata dalla luce naturale che a malapena riusciva a filtrare. Sul palcoscenico, invece, le poche lampade residue evidenziavano i resti di una attività teatrale, ben nota, che giacevano come marionette tra uno spettacolo e l' altro. Una di quelle lampade si proiettava su una foto a grandezza naturale di Eduardo. Una luce più forte delle altre, unimmagine viva. Uno sguardo attento e penetrante. Una pausa. Una suggestione fortissima, una dimensione irreale posta tra passato e futuro, nel teatro e nella città di allora ( ) ( ) alcune settimane più tardi, a progettazione appena avviata, ci incontrammo con Luca. Sul palcoscenico del teatro. Su quelle tavole e su quei chiodi che, mirabile assemblaggio, costituiscono, ancora oggi, una macchina fantastica. A farci comprendere l'importanza di quel palcoscenico e dei suoi segreti furono alcuni semplici movimenti di Luca che, sbattendo un piede sulle tavole, come un passo cadenzato, ne evidenziò la funzione di cassa armonica e con un gesto delle mani, indicando la ripartizione delle stesse tavole, ne esaltò la mobilità che la sottostante macchina conferisce al piano della rappresentazione. La memoria, i tempi e le pause, la semplicità e la sintesi di un gesto o di un segno, limpegno meticoloso per aggredire il futuro, si rivelarono, dunque, non solo come suggestioni o sensazioni, ma quali appunti di lavoro per il progetto di restauro. |
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